Il paese delle campane

A Squinzano, la fusione delle campane è un’arte antica, frutto del retaggio di antichi fonditori pugliesi di cui la “Fonderia di campane Paolo Antonio Pellegrino” fieramente ne custodisce i segreti e ne tramanda le tradizioni. Fedele a questa lunga tradizione, l’unica fonderia di campane pugliese e del Sud Italia, è tuttora attiva nella fabbricazione di campane per le chiese. Questa attività è completata dalla fusione d’arte ed industriale, da una vasta gamma di campane ricordo e da collezione e dalla metal- costruzione elettrotecnica.


Le nostre campane come strumenti musicali testimoni di un’arte pregiatissima

Le campane della “Fonderia Paolo Antonio Pellegrino” si riconoscono oltre che dalla tipica minuziosità artistica, soprattutto dalla sezione longitudinale, che può essere pronunciata, media o ridotta. Questa sezione longitudinale è altresì la «firma», poiché ogni fonderia ne ha sviluppata una specifica sulla scorta di una lunga esperienza. La tabella dei pesi e dei diametri riportata successivamente dà un’informazione precisa sulla costruzione, la tonalità ed il peso delle campane prodotte a Squinzano. Oltre alle campane con le sezioni longitudinali tipiche, nella "Fonderia di campane Paolo Antonio Pellegrino” vengono fuse anche campane con le più svariate sezioni longitudinali tipiche di altre fonderie anche di tempi passati.

Senza particolari limiti la “Fonderia Paolo Antonio Pellegrino”, è in grado di realizzare campane di qualsiasi tonalità, timbro o peso, avvalendosi di personale altamente specializzato ed attrezzature fusorie che garantiscono ineguagliabili risultati.

L’arte di fondere le campane è rimasta sostanzialmente immutata sin dal Medioevo, ancorché la nostra Fonderia faccia oggi ricorso a tecniche moderne. Dopo averne determinato il modello, si passa alla costruzione della falsa campana ed all’esecuzione di tutte le operazioni preparatorie che portano all’ottenimento della cosiddetta ‘forma’ o ‘stampo’ della campana; al termine di queste fasi, si ottiene un’intercapedine contenente il negativo della campana da realizzare, nella quale si versa il bronzo allo stato liquido ad una temperatura di circa 1200°C. Il segreto del bronzo per la fusione delle campane, composto per il 78–79% da rame e per il 22–21% da stagno, sta proprio in quest’ultimo metallo, che rende la lega più solida migliorandone le caratteristiche acustiche. Tale lega, è ulteriormente migliorata dagli affinamenti tecnici che la “Fonderia Paolo Antonio Pellegrino” ha messo a punto oltre l’aggiunta di piccoli quantitativi di altri metalli che modulano il timbro delle campane; questo particolare bronzo per campane è meglio conosciuto come ‘lega nobile’. Solo un’accurata preparazione di quest’ultima consente alla fine di avere risultati tonali di eccellente pregio armonico. Su richiesta, il committente può assistere alla preparazione ed alla fusione delle proprie campane, presenziando anche l’intenso momento della colata. Il fatto di sapere che la campana ha una vita plurisecolare rende questo momento ancora più solenne e di particolare importanza storica.